Un modello di marketing relazionale:
come sviluppare e gestire un sistema di relazioni
per fidelizzare il rapporto con l’utenza
Il marketing relazionale è una
tecnica che si realizza mediante una diversa propensione per l’organizzazione
che la adotta, propensione che mira a fidelizzare il rapporto
con l’utente attraverso la gestione delle relazioni
sviluppate su un orizzonte temporale di medio-lungo periodo.
Nel curare le relazioni con l’utenza è fondamentale disporre
di una banca dati capace di raccogliere tutte le informazioni acquisite
sulle preferenze, aspettative ed esigenze del pubblico di riferimento.
La quantità dati, chiamata massa di informazioni, risulterà
particolarmente utile nel momento in cui si elaboreranno analisi di
contesto o scenari di sviluppo per capire gli orientamenti degli utenti
e poter arrivare ad anticiparli.
L’elaborazione di scenari futuri è oggi facilitata dall’alto
tasso di sviluppo raggiunto da particolari strumenti informatici utilizzati
per la costruzione di modelli di interpretazione e di previsione.
L’intrecciarsi delle relazioni che si vengono a formare tra
l’ambiente esterno e l’ambiente interno all’azienda
sono riconducibili al seguente modello di marketing relazionale:

Il marketing relazionale nella PA
Il marketing relazionale offre diversi preziosi spunti alla pubblica
amministrazione sia nell’organizzazione dei rapporti con l’utenza,
sia nella raccolta e gestione delle informazioni che lo riguardano.
L’utente viene coinvolto nella costruzione stessa del servizio,
attraverso l’analisi dei suoi bisogni, attese e desideri, in
modo da poter offrire risposte, le più mirate possibili. In
una situazione nella quale il rapporto fra pubblica amministrazione
e utenza è passato dall’erogazione indifferenziata alla
logica ‘‘one to one’’, ovvero un
ente che personalizza le proposte per il singolo profilo dell’utente,
il marketing relazionale offre il passo successivo nella direzione
del coinvolgimento di tutti gli attori interessati e compresi nell’offerta
del servizio. In questo modo, la messa in opera di un qualsiasi servizio
diventa un processo ‘‘a rete’’, nella quale
tutti gli attori sono chiamati a svolgere un ruolo paritario, dai
fornitori, all’erogatore fino all’utente.
Questi costruiscono rapporti basati sulla trasparenza e fiducia
reciproca, tanto da arrivare a determinare gli obiettivi
stessi, che, in questo modo, diventano condivisi.
L’inclusione di tutti gli attori, dai fornitori all’utenza
finale, nel processo di definizione del servizio permette di economizzare
sugli interventi grazie all’aumento dell’efficienza, ancora
maggiore di quello offerto dalla segmentazione dei pubblici di riferimento.
Adottare un piano di marketing relazionale
Per una qualsiasi amministrazione pubblica, la scelta di adottare
un piano di marketing relazionale si manifesta con la volontà
di presentare se stessa come un ente che aiuta, orienta, risolve problemi
e offre soluzioni. Questo sforzo è il risultato di un processo
ben più importante, che investa varie sfere dell’ente
pubblico che le adotta. In una simile situazione è necessario
intervenire a livello del personale e dell’organizzazione.
Il personale è un aspetto fondamentale di cui spesso non viene
compresa tutta l’importanza. È utile ricordare che il
personale a contatto col pubblico è percepito come l’immagine
stessa dell’ente e per un programma, come quello del marketing
relazionale, che pone le relazioni al centro dell’azione, il
suo peso diventa ancora più decisivo.
Il personale del front-office deve essere particolarmente
preparato tanto sull’offerta dei servizi quanto sulla gestione
dei rapporti. Il punto di contatto con l’esterno non è
più la ‘‘vetrina dove si offre’’, ma
diventa una membrana attraverso la quale le informazioni e i contatti
assumono una direzione biunivoca, dall’esterno all’interno
dell’ente e dall’ente verso l’esterno.
Dal punto di vista dell’organizzazione, questa deve essere capace
di assorbire e gestire le sollecitazioni che provengono dall’esterno.
Il flusso deve essere il più continuativo possibile, per poter
assicurare un rapido e costante aggiornamento dei dati a disposizione
dell’ente. Inoltre, può risultare utile adottare un presidio,
settore, ufficio o gruppo di lavoro, che monitori e valuti il livello
della qualità dei servizi offerti.
.
Nel caso l’ente abbia già adottato un efficace servizio
di CRM, dal punto di vista organizzativo sarà necessario
dotarsi solamente di un buon sistema informatico
e funzionale alla trattazione dei dati raccolti sulla propria utenza.
Gli enti che sono abituati ad affrontare periodiche campagne di ascolto
e customer satisfaction sono avvantaggiati, anche se non è
detto che abbiano una struttura adeguata per il marketing relazionale.
L’utilità di raccogliere una tale massa di dati si dimostra
nel momento in cui sono elaborati, per riuscire ad orientare in modo
efficace e calibrato l’attività dell’ente al contesto
circostante, soprattutto in riferimento all’utenza. Le amministrazioni
pubbliche hanno il grosso vantaggio di avere già a disposizione
una notevole quantità di dati che riguardano il pubblico al
quale si riferiscono. Si tratterebbe quindi di organizzare e alimentare
questo bagaglio di conoscenza e mettere in rete i propri dati per
poter facilitare lo scambio fra le diverse pubbliche amministrazioni
e creare una rete di risorse.
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