Il modello delle “CINQUE FORZE”
I modelli di analisi dell’ambiente competitivo
Per aver successo l’impresa deve capire quali forze guidano
la competizione nel settore in cui opera. Senza tale comprensione
non può costruire strategie che rispondano alla struttura esistente
del settore o strategie che possano cambiare l’ambiente esterno
a proprio vantaggio.
I due modelli più diffusi per l’analisi dell’ambiente
competitivo al fine di individuare opportunità e minacce sono
dunque:
1. il modello delle cinque forze di Porter
2. il modello del ciclo di vita del settore
Varie ricerche hanno dimostrato un rapporto tra la struttura del
settore (o del mercato), le strategie delle imprese che operano in
tale settore e i risultati che ottengono.
Queste ricerche hanno dato origine a una famiglia di modelli tra
i quali il più famoso, noto come il modello delle cinque forze.
Nei primi anni ’80 Porter fece una sintesi del pensiero di vari
ricercatori e propose una formulazione del modello che, nonostante
molti punti deboli, è considerato come un passaggio obbligato
per una prima analisi del settore.
Le forze in gioco
Quali fattori agiscono sulla redditività media di lungo periodo
di un settore?
Per rispondere a questa domanda , Porter ha proposto il modello delle
cinque forze. Quanto più pressanti sono tali forze, tanto minore
è la capacità delle imprese esistenti nel settore di
alzare i prezzi e di aumentare così l’area dei profitti.
Nel modello una forza competitiva potente è una minaccia per
un’impresa in quanto riduce i profitti , mentre una forza competitiva
debole può essere vista come un’opportunità perché
offre la possibilità di aumentare i profitti. A tutto ciò
si aggiunge il ruolo del macroambiente: ambiente economico, sociale
, culturale, tecnologico, politico e legislativo.
Il modello riguarda la posizione di un’impresa in un dato mercato/settore
secondo due dimensioni:
1. la prima è una relazione di tipo verticale, cioè
parte dai fornitori, ai concorrenti e ai clienti. E’ l’aspetto
che attira di più l’attenzione in un’analisi strategica;
2. la seconda è il cambiamento, una dimensione originata dall’azione
delle imprese che intendono entrare nel mercato e dalla pressione
dei prodotti sostitutivi.
Il potere di negoziazione tra i protagonisti determina i prezzi e
le altre condizioni di scambio. Al tempo stesso, la struttura del
mercato/settore è soggetta a cambiamenti per effetto di fusioni
e acquisizioni tra i protagonisti già presenti e a causa dell’entrata
di nuovi concorrenti. L’analisi comprende anche i prodotti sostitutivi
e ciò comporta un esame dell’innovazione tecnologica.
Il modello delle cinque forze prende in esame i seguenti punti:
1. potere di negoziazione dei compratori;
2. potere di negoziazione dei fornitori;
3. minaccia dei prodotti sostitutivi;
4. minaccia di nuovi concorrenti: i nuovi concorrenti
sono attratti soprattutto quando i margini di profitto sono elevati
e le barriere sono basse. Porter ricorda che le barriere all’entrata
sono principalmente le seguenti:
- economie di scala;
- accesso alla tecnologia;
- differenziazione dei prodotti;
- switching costs;
- accesso alla distribuzione;
- svantaggi di costo indipendenti dalla dimensione;
- intervento dello Stato.
5. rivalità tra i concorrenti. L’intensità
della concorrenza secondo Porter dipende dai seguenti fattori:
- numero dei concorrenti e le loro dimensioni;
- ritmo di sviluppo;
- caratteristiche del prodotto;
- struttura dei costi;
- barriere all’uscita;
- rivali differenti;
- capacità operativa;
- posta alta in palio.
Cautele nell'utilizzo del modello
Il modello delle cinque forze è un utile strumento di analisi
del settore, ma presenta anche vari punti di debolezza, sintetizzati
nei concetti che seguono:
- concentra l’attenzione sull’esistente;
- fa convergere più arene competitive verso uno stesso punto;
- nei mercati/settori emergenti, la distinzione tra cliente, fornitore
e concorrenti non è netta;
- rappresenta l’interazione tra clienti e fornitori come un
gioco a somma zero, ma sempre più spesso cliente e fornitore
collaborano, formano partnership;
- all’interno di un settore le differenze di redditività
sono più forti che tra settori diversi;
- non considera il vincolo della domanda;
- manca l’individuazione del prodotto/mercato specifico;
- ignora lo Stato;
- ignora il ruolo dell’innovazione;
- offre giudizi qualitativi;
- parte dal presupposto che i compratori abbiano lo stesso grado di
importanza delle altre forze;
- parte dal presupposto che fornitori e compratori rappresentino una
pura minaccia;
- presuppone una strategia prescrittiva e non emergente.
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