L'intervista come strumento di rilevazione
dati
L’intervista è uno strumento
di ricerca sociale finalizzato alla rilevazione di dati utili,
che consiste in una relazione (intesa come intreccio tra azione e
comunicazione) tra almeno due soggetti che interpretano ruoli distinti,
l’intervistatore e l’intervistato; da tale relazione deve
essere esclusa qualsiasi finalità di valutazione di una performance
e/o di influire volontariamente su atteggiamenti o su comportamenti,
individuali o di gruppo.
Si tratta quindi di un'interazione comunicativa tra due soggetti,
finalizzata all’acquisizione di informazioni e caratterizzata
da una forte flessibilità, sia nella sequenza che
nella forma delle domande che vengono poste.
Essa può essere studiata in anticipo o completamente non strutturata,
cioè senza domande preparate ma organizzata sulla base di una
conversazione libera su un tema prefissato, oppure rigidamente strutturata
e standardizzata.
L’intervista in molti casi è caratterizzata dalla
somministrazione di un questionario, che è sicuramente
uno degli strumenti più diffusi, ma non l’unico utilizzabile
per la rilevazione di dati all’interno di un’intervista.
Per realizzare un’intervista in maniera metodologicamente corretta
e acquisire informazioni e dati su di un certo tipo di oggetto o fenomeno,
è bene seguire alcuni passaggi chiave, preliminari
alla costruzione dello strumento:
1. effettuare un campionamento dell’universo di indagine
per individuare il pubblico da intervistare;
2. valutare i punti di forza e di debolezza dello strumento
stesso per comprendere se è effettivamente il mezzo
più idoneo per raggiungere i fini prefissati, dato il contesto
in cui si opera;
3. prendere in esame, una volta scelta l’intervista
come strumento più idoneo ed adeguato, le diverse tipologie
di interviste possibili ed individuare quella che risponde
in maniera più soddisfacente al tipo di indagine che si vuole
condurre
4. pianificare la conduzione dell’intervista,
coerentemente alla tipologia scelta e strutturare la griglia delle
domande o solamente la lista dei temi chiave che si intende affrontare
nell’arco di tempo previsto.
Come scegliere la forma di intervista
più adeguata?
Secondo un approccio sociologico piuttosto diffuso, le interviste
possono essere classificate in base a tre differenti criteri:
1. la presenza o assenza di un contatto visivo;
2. la distribuzione di potere tra gli attori;
3. il grado di libertà concesso all’intervistato.
Il preferire un criterio di classificazione piuttosto che un altro
dipende strettamente dagli obiettivi iniziali, dal tipo di ricerca
che si intende condurre e soprattutto dal contesto specifico in cui
si tiene l’intervista.
1. In relazione al criterio ''presenza o assenza di un contatto visivo"
tra intervistato e intervistatore, le interviste possono essere
telefoniche o faccia a faccia.
Le interviste telefoniche prevedono un’interazione
diretta tra i due attori coinvolti, ma solo attraverso uno scambio
verbale, ossia sulla base di stimoli linguistici e vocali. Inoltre
tale interazione deve essere caratterizzata da una durata breve per
essere efficace e, di conseguenza, lo strumento di rilevazione deve
essere molto strutturato ed estremamente semplice. L’intervista
telefonica consente tempi brevi di esecuzione e costi ridotti.
Le interviste faccia a faccia o "face to face" prevedono
un’interazione diretta tra due o più interlocutori che
può sfruttare tutti i vantaggi e le potenzialità della
comunicazione interpersonale. Inoltre consente una maggiore libertà
all’intervistatore che può fare interventi non previsti
e utilizzare uno strumento di rilevazione non strutturato.
2. In relazione al criterio ''il tipo di distribuzione del potere
nella relazione'' , le interviste possono essere distinte rispettivamente
tra interviste direttive e non direttive.
Le interviste direttive sono quelle interviste in
cui l’intervistatore occupa una posizione di preminenza rispetto
all’intervistato ed è in grado di dirigere il flusso
comunicativo e comandare l’interazione. Se non gestita correttamente
e per finalità specifiche, la direttività può
forzare i contenuti e invalidare il colloquio.
Le interviste non direttive sono quelle interviste
caratterizzate da una struttura in cui è l’intervistato
che si trova in una posizione preminente rispetto all’intervistatore.
La non direttività in senso assoluto è estremamente
difficile da raggiungere, a tal punto da poter essere considerata
un’utopia.
3. In relazione al criterio ''il grado di libertà concesso
all’intervistato'' le interviste possono essere distinte tra
interviste strutturate, semi-strutturate e non strutturate.
Le interviste strutturate (o standardizzate) sono
quelle interviste caratterizzate dall’utilizzo di domande estremamente
strutturate e codificate e da una forte “distanza” tra
i due soggetti che interagiscono.
Le interviste semi-strutturate e non strutturate
sono invece quelle interviste che garantiscono un modesto o forte
coinvolgimento reciproco tra intervistato e intervistatore e una scarsa
standardizzazione sia delle domande che delle risposte. Alto è
il livello di libertà concesso agli attori durante l’interazione,
anche se i risultati ottenuti sono scarsamente generalizzabili, perché
condizionati dalla loro soggettività e dalla specificità
della situazione di intervista.
Un altro metodo di classificazione, assolutamente
complementare al precedente e altrettanto condiviso, è quello
che distingue le interviste in funzione al numero dei soggetti coinvolti
nell’interazione.
A questo proposito, le interviste si possono distinguere tra:
- intervista a due, che coincide con la forma classica di intervista
che coinvolge intervistato e intervistatore;
- intervista a tandem, che vede coinvolti due intervistatori e un
intervistato;
- intervista a panel, che vede impegnata una commissione di intervistatori
e un solo intervistato;
- intervista collettiva, che vede un solo intervistatore impegnato
con un gruppo di intervistati;
- intervista in gruppo, in cui l'intervistatore rileva risposte individuali,
ma alla presenza di un gruppo ''naturale'' o sociale, capace di condizionarle;
- intervista di gruppo, che coincide con un’intervista in cui
sono le “dinamiche di gruppo” ad essere oggetto della
rilevazione;
Per leggere gli altri articoli clicca
qui
Copyright (c) 2006. Tutti i diritti riservati
imparare a negoziare, tecniche di negoziazione,
sviluppo capacità negoziali, migliorare la qualità della
negoziazione, gestire il processo di negoziazione, sviluppare le capacità
negoziali, corso di negoziazione, corsi di negoziazione, corso negoziazione,
corsi negoziazione, formazione sulla negoziazione, formazione manageriale
sulla negoziazione, tecniche di vendita e negoziazione, vendere e
negoziare, la negoziazione nella vendita, metodo di negoziazione,
processi della negoziazione, il metodo di negoziazione Scotwork, la
formazione Scotwork nelle tecniche di negoziazione, negoziare con
efficacia, negoziare negli acquisti, negoziazione interna ed esterna,
imparare a negoziare, tecniche di negoziazione,
sviluppo capacità negoziali, migliorare la qualità della
negoziazione, gestire il processo di negoziazione, sviluppare le capacità
negoziali, corso di negoziazione, corsi di negoziazione, corso negoziazione,
corsi negoziazione, formazione sulla negoziazione, formazione manageriale
sulla negoziazione, tecniche di vendita e negoziazione, vendere e
negoziare, la negoziazione nella vendita, metodo di negoziazione,
processi della negoziazione, il metodo di negoziazione Scotwork, la
formazione Scotwork nelle tecniche di negoziazione, negoziare con
efficacia, negoziare negli acquisti, negoziazione interna ed esterna,