Il brainstorming per individuare soluzioni
creative
Il termine brainstorming è spesso utilizzato nella lingua inglese
per designare il pensiero creativo, slegato da regole predefinite.
Nato negli Stati Uniti negli anni ’30 è oggi molto usato
per individuare nuove e creative soluzioni ai problemi.
Il brainstorming o ''tempesta di cervelli'' è
una delle numerose tecniche di gruppo sviluppate per facilitare la
creatività e la produzione di nuove idee.
L’obiettivo originale del brainstorming è la generazione
di idee in gruppo, sulla base del principio per cui le idee
si concatenano l’una all’altra e i commenti degli altri
partecipanti stimolano una sorta di reazione a catena delle idee.
Il brainstorming funziona focalizzando la discussione del gruppo su
un problema, necessariamente reale, semplice e noto ai componenti
e poi lasciando libero lo scambio comunicativo, senza fissare precedentemente
un ordine per gli interventi e spingendo la riflessione sul tema in
questione quanto più lontano sia possibile.
Caratteristiche del brainstorming classico:
- è condotto da un moderatore;
- si svolge con un gruppo di persone, non è però una
condizione indispensabile per stimolare la creazione fantasiosa di
idee;
- può essere orale o scritto, tramite biglietti che vengono
aperti a caso dai partecipanti e letti singolarmente per stimolare
idee e suggerimenti.
Il brainstorming, in quanto tecnica di gruppo, si
differenzia rispetto al focus group per il fatto di richiedere ai
membri del gruppo di esprimere liberamente idee in merito alla questione
posta inizialmente, scoraggiando però accuratamente discussioni
e commenti, mentre invece nel focus group viene sollecitato dal moderatore
il confronto interpersonale e lo scambio di opinioni.
Il brainstorming prevede due distinte fasi:
- una prima fase, detta divergente, in cui viene stimolata
la produzione di idee a ruota libera. Una volta messo a fuoco il problema
e fissato un tempo limite per l'incontro, ciascuno esprimerà,
per risolvere il problema posto all’attenzione del gruppo, la
''prima idea che gli viene in mente'', in rapida sequenza e per associazione
di idee. Il moderatore inviterà i membri del gruppo a non esprimere
giudizi di valore o critiche e cercherà di favorire lo scorrere
della discussione, magari servendosi di una lavagna su cui scrivere
le parole chiave;
- una seconda fase, detta convergente, in cui le idee vengono
selezionate e valutate al fine di individuare e condividere quelle
più interessanti. Infatti sottoponendo le proposte emerse ad
un processo sempre più affinato di rielaborazione, di approfondimento,
di revisione da parte del gruppo si ritiene di poterle ''tradurre''
in idee più realistiche e realizzabili. Può risultare
produttivo, in molti casi, affrontare tale fase di valutazione con
un gruppo diverso di soggetti, magari più specializzato ed
esperto, per migliorare la qualità dei risultati.
Quattro regole d’oro
Per essere efficace tale tecnica di produzione di idee deve veder
rispettate quattro regole imprescindibili:
1. è fondamentale la dimensione del ''gioco'' quale modalità
''spensierata'' di relazione che permette di liberare la creatività
dei singoli e del gruppo, normalmente impedita da una serie di inibizioni;
2. è importante produrre il maggior numero di idee possibili,
anche a discapito della qualità delle stesse, in virtù
del fatto che più alto è il numero delle idee prodotte,
più alta sarà la probabilità che qualcuna di
esse sia una buona idea;
3. occorre che i membri del gruppo si ascoltino reciprocamente e cerchino
dei punti di incontro attorno ai quali far ruotare le loro proposte,
anche tramite associazioni di idee;
4. è essenziale che la fase di generazione delle idee sia separata
dalla fase di giudizio del pensiero: al gruppo viene chiesto di produrre
nuove idee rispetto ad una questione, senza preoccuparsi del loro
valore. Le idee espresse da ciascun individuo non devono essere sottoposte
immediatamente a critica o ad un giudizio di valore da parte degli
altri, ma solo in una fase successiva di verifica.
Quando utilizzare un brainstorming?
Il brainstorming è una tecnica di conduzione di un gruppo di
lavoro, con una finalità prettamente creativa e propositiva,
che si adatta ad un’infinità di campi di applicazione,
dalle indagini di mercato alla promozione di un prodotto commerciale,
dall’individuazione di interventi pubblici alla negoziazione
tra controparti.
In generale, tale strumento di lavoro può risultare ottimale
in tutte quelle situazioni in cui possono essere particolarmente significativi
i possibili effetti ottenuti sui partecipanti:
- favorire lo spirito di gruppo, così come il miglioramento
delle relazioni e della comunicazione interpersonale;
- favorire la ''rottura'' delle modalità classiche di lavoro
e indurre i partecipanti ad uscire dai propri schemi mentali e dalle
proprie consuetudini metodologiche, a vantaggio della creatività
e della fantasia;
- incentivare il rispetto delle idee altrui e della altrui creatività;
- ridurre la tendenza a ripetersi;
- rafforzare il saper ascoltare in modo attivo;
- stimolare la re-interpretazione delle idee espresse e la capacità
di sfruttare i contributi altrui per la realizzazione di un’esperienza
comune.
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